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Storie Incredibili – Lacrime incendiarie

Nel settembre del 1985 un quotidiano locale dello Yorkshire (Inghilterra) riferendo la notizia di un incendio dava spazio ai sospetti di un vigile del fuoco, Peter Hall.

Assieme al suo comandante, Alan Wilkinson, il pompiere aveva redatto una lista di 45 incendi avvenuti nell’arco di una decina d’anni e accomunati da una coincidenza inquietante: la presenza di una cromolitografia che, come per miracolo, restava indenne dalle fiamme.

Il quadro, noto come Crying boy (il ragazzo che piange), raffigura un bambino triste con una lacrima che gli scende sulla guancia, ed è attribuito al pittore Bruno Amadio, conosciuto anche come Giovanni Bragolin.

La storia fu ripresa dal quotidiano popolare The Sun con un ampio reportage sul “mistero del quadro maledetto” e con un appello ai lettori a segnalare episodi simili.

Il Crying boy, particolarmente popolare tra le signore per la tenerezza che ispira, era una delle litografie più vendute in Inghilterra e il giornale fu subissato di telefonate di possessori preoccupati.

Tra questi, Dora Mann di Mitcham riferì: “Solo 6 mesi dopo aver acquistato l’effigie, la mia casa è stata distrutta dal fuoco: l’unico sopravvissuto di tutti i miei quadri è stato il Crying boy”. Ma di testimonianze analoghe non ce ne furono poi tante.

Il Sun allora rilanciò annunciando che ci si poteva disfare del proprio dipinto inviandolo al giornale. La redazione ne fu sommersa e il giorno di Halloween fu organizzato un rogo purificatore in cui si bruciarono oltre un migliaio di litografie.

A nulla erano valsi i tentativi di Peter Hall, il vigile del fuoco che aveva innescato il tutto, di informare il Sun che non era strano che un quadro sopravvivesse a un incendio, soprattutto se, come il Crying boy, era stampato su truciolato ad alta densità. Ma il quotidiano preferì omettere il particolare.

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